Come riconoscere l’insufficienza renale in tempo utile: gli indicatori

C’è un momento, spesso silenzioso, in cui i reni iniziano a faticare e noi non ce ne accorgiamo. Nessun dolore “chiaro”, nessun campanello che suoni forte. Eppure, se impari a leggere alcuni numeri e qualche segnale sottile, puoi riconoscere l’insufficienza renale quando sei ancora in tempo utile, prima che i sintomi diventino invadenti.

Perché è facile “perdersela” all’inizio

Nei primi stadi (1-2) la funzione renale può essere già alterata, ma tu potresti sentirti assolutamente normale. È il classico scenario in cui l’unico modo per scoprirlo è attraverso esami del sangue e delle urine.

Qui la parola chiave è una: screening mirato, soprattutto se hai fattori di rischio come diabete, ipertensione, familiarità, infezioni urinarie ricorrenti o calcoli.

Gli indicatori più importanti nel sangue

Quando si parla di reni, ci sono valori che diventano una specie di “spia sul cruscotto”. Non dicono tutto da soli, ma insieme raccontano una storia molto affidabile.

  1. Creatinina sierica
  • È uno dei marker più usati. Una creatinina elevata suggerisce che il rene filtra meno.
  • In molti laboratori, valori sopra circa 1,2 mg/dl (variabili per sesso, età e massa muscolare) meritano attenzione.
  1. VFG (Velocità di Filtrazione Glomerulare)
  • È il numero che i medici guardano con più interesse, perché traduce la creatinina in una stima della “capacità di filtraggio”.
  • Un valore normale spesso si colloca tra 90 e 120 ml/min.
  • Quando la VFG scende, si parla di stadi di malattia renale, fino allo stadio 5 (insufficienza severa). Dal 3b in poi è più probabile che compaiano sintomi.
  1. Azotemia (urea ematica)
  • Range tipico circa 7-30 mg/dl.
  • Tende ad aumentare quando la funzione renale peggiora, soprattutto nelle fasi più avanzate.
  1. Altri segnali che completano il quadro
  • Potassio (alterazioni potenzialmente importanti, il range tipico è circa 3,5-5,3 mmol/l).
  • Bicarbonato (può ridursi, indicando acidosi metabolica).
  • Fosforo, calcio e PTH (collegati a metabolismo osseo e paratiroidi, possono alterarsi con la cronicità).
  • Emocromo (possibile anemia per ridotta produzione di eritropoietina).

Cosa cercare nell’esame delle urine (e perché conta moltissimo)

L’urina, se la guardi con gli strumenti giusti, è come una “finestra” sul filtro renale.

  • Proteinuria e microalbuminuria

  • La presenza di albumina o altre proteine è un segnale precoce di danno del filtro glomerulare.

  • È uno degli indicatori più utili per intercettare problemi quando la VFG è ancora relativamente buona.

  • Sedimento urinario
    Qui entrano in gioco dettagli che spesso vengono ignorati dal paziente, ma sono preziosi:

  • Globuli rossi o globuli bianchi (possono indicare infiammazione, danno o infezione).

  • Cilindri (tracce “stampate” dei tubuli, se presenti possono orientare la diagnosi).

  • Cristalli (talvolta legati a calcolosi).

  • Batteri o lieviti, cellule epiteliali, elementi che richiedono approfondimento.

  • Densità specifica

  • Valori tipici tra 1,001 e 1,035.

  • Una densità persistentemente bassa può suggerire difficoltà di concentrazione delle urine, un segnale compatibile con funzione renale compromessa.

Un riferimento utile per capire il concetto di filtrazione è la parola glomerulo, che è proprio il “cuore” del filtro renale.

Sintomi: quando arrivano e come si presentano

Dal 3b in poi, qualcosa spesso cambia, magari lentamente:

  • stanchezza e calo di energie (anche per anemia)
  • edemi (caviglie gonfie, gonfiore al viso)
  • variazioni della frequenza minzionale o dell’aspetto delle urine
  • segni legati a osso e minerali (dolore osseo, alterazioni di calcio e fosforo)

Nelle fasi più avanzate possono comparire:

  • nausea, vomito
  • ipertensione difficile da controllare
  • confusione, prurito, inappetenza

Quando la VFG scende sotto 15 ml/min, si entra nell’area in cui si può discutere di terapia sostitutiva, inclusa la dialisi, in base al quadro clinico.

Chi dovrebbe controllarsi con regolarità

Se vuoi fare prevenzione “intelligente”, questi controlli periodici sono spesso i più utili:

  • creatinina e VFG
  • albumina urinaria (o rapporto albumina/creatinina)
  • esame urine con sedimento
  • emocromo e elettroliti (soprattutto potassio)

La cosa decisiva è non aspettare i sintomi. Con i reni, purtroppo, chi arriva tardi spesso scopre che il corpo aveva già iniziato a parlare, solo che lo faceva a bassa voce.

Redazione Mister News

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