Hai appena annaffiato la sera, il terreno è ancora scuro, umido. In realtà, parecchie volte è il contrario: le radici stanno soffocando, intrappolate in un terreno che resta troppo bagnato.
Quando l’acqua rimane ferma troppo a lungo, negli spazi del terreno circola molto meno ossigeno. Le radici, che per respirare e fare il loro lavoro ne hanno davvero bisogno, iniziano a soffrire e, nei casi peggiori, possono arrivare al marciume radicale.
I segnali che si notano subito
Di solito ci si accorge tutto dalle foglie. Quando c’è troppa acqua diventano molli e a volte sembrano un po’ traslucide. Quando manca l’acqua le foglie tendono a essere secche, rigide o croccanti.
Un altro segnale è l’ingiallimento un po’ ovunque. Quando il giallo si vede sia sulle foglie più nuove sia su quelle vecchie e tende a diventare marrone. In botanica lo chiamano clorosi, cioè la perdita del colore verde perché la pianta non lavora più come dovrebbe, spesso per radici che non stanno bene.
- foglie che cadono molto prima del previsto
- foglie che si arricciano o restano molli, piegate verso il basso
- steli molli e cedevoli
- alla base la pianta appare più scura, quasi nera
- macchie marroni o nere, a volte con un alone giallo intorno
- comparsa di muffa sul terriccio
- odore di bagnato stantio o simile a uovo marcio
Se provi a sfilare piano la pianta dal vaso, oppure osservi le radici in superficie e le noti molli, scure o quasi pastose.
Il terreno racconta più delle foglie
Prima di bagnare la pianta, fermati un attimo e fai un controllo veloce:
- infila un dito, o anche un piccolo attrezzo, nei primi 5 cm di terra
- guarda se l’acqua si accumula nel sottovaso o rimane lì, ferma, nelle aiuole dopo che hai bagnato
- in inverno, o quando le settimane sono più fresche, dai acqua meno spesso
Un terreno argilloso e molto compatto tende a trattenere l’acqua molto più a lungo rispetto a uno più leggero, sciolto e con una buona quantità di sostanza organica ben sistemata dentro.
Troppa acqua o poca acqua?
Proviamo a metterle una accanto all’altra:
| Troppa acqua | Poca acqua |
|---|---|
| Foglie molli, che ingialliscono o fanno macchie scure | Foglie secche, dure, che si accartocciano |
| Terreno costantemente umido o quasi zuppo | Terreno chiaro, duro al tatto, molto asciutto |
| Pianta afflosciata anche se la terra è bagnata | Appassimento che si attenua dopo l’annaffiatura |
| Crescita ferma, odore strano, base che tende a scurirsi | Punte secche, bordi bruciacchiati, terra che si stacca dai bordi del vaso |
Cosa fare subito per limitare i danni
E di solito le mosse che aiutano di più sono queste:
- ferma le annaffiature per qualche giorno
- lascia che il terreno si asciughi bene, anche in profondità
- sistema il drenaggio
- togli foglie, steli o radici che sembrano marci o molli
- rinvasa o trapianta usando un terriccio fresco
Se la pianta è in vaso, cerca di non lasciare mai acqua ferma nel sottovaso. Se invece cresce in piena terra, chiediti se quel punto resta zuppo troppo a lungo dopo pioggia o irrigazione.
Fermarsi un paio di minuti a guardare il giardino prima di afferrare l’annaffiatoio è la mossa più sensata. Mettere un dito nella terra, dare un’occhiata alla base della pianta, osservare come sono le foglie è un trucco per non pensare che ogni foglia un po’ giù voglia dire che manca acqua.




