Il metodo usato dai vivaisti per proteggere l’orto: cosa mettere tra terra e piante

Versi l’acqua alla base dei pomodori. Nei vivai tirano fuori un trucco semplice. Tra suolo e pianta creano una sorta di barriera che tiene sotto controllo umidità, temperatura e salute delle radici.

Il metodo è la pacciamatura. Molto spesso viene immaginata come una struttura a più livelli, negli orti in cassone, nelle aiuole con molte piante e nei terreni pesanti, in cui drenaggio e stabilità contano.

Il sistema a due livelli usato dai vivaisti

Quando si mette mano all’orto con un po’ di cura, la prima cosa è fare in modo che le radici non rimangano a lungo in un terreno fradicio o, al contrario, troppo asciutto. È per questo che tanti professionisti si organizzano in questo modo:

  • Strato drenante, spesso circa 2 o 3 cm, fatto con argilla espansa o un materiale leggero simile, che aiuta l’acqua in eccesso a scendere via senza ristagnare
  • Strato organico, di circa 3 o 4 cm, formato da compost maturo e humus di lombrico in rapporto 1:1

Questo piccolo “filtro naturale” crea attorno alle radici un ambiente più stabile.

Cosa mettere sopra il terreno

Quando la base è pronta, il lavoro va completato con uno strato di copertura in superficie. A questo punto entrano in scena i materiali organici che si vedono più spesso nei vivai e negli orti:

  • paglia da agricoltura biologica
  • foglie ben secche
  • segatura grezza, non trattata
  • ramaglie e scarti di potatura tritati
  • compost già maturo e decomposto

Con queste cose le erbacce si fermano, l’acqua scappa meno dal terreno e il suolo non si scalda troppo.

Come applicarla nel modo giusto

  1. Vangare e livellare il terreno, togliendo le zolle più grosse
  2. Aggiungere ammendanti maturi o compost pronto, ben decomposto
  3. Stendere il materiale pacciamante in uno strato di 3 o 4 cm, più uniforme possibile
  4. Lasciare libero il colletto, cioè la zona tra fusto e radici

Quando dà davvero una mano

La pacciamatura si fa notare soprattutto in alcune situazioni:

  • subito dopo i trapianti
  • nei periodi più caldi, quando il terreno si asciuga in un attimo
  • su terreni argillosi o molto compatti
  • negli orti dove compaiono facilmente lumache e tante erbe infestanti

Lo spessore, alla fine, cambia un po’ in base al clima, al tipo di coltura, alla struttura del terreno.

Il controllo rapido che puoi fare subito

Infila un dito sotto lo strato superficiale e senti com’è: il terreno dovrebbe essere fresco, umido, senza odori. Se sotto trovi una massa di fango, c’è troppa acqua. Se invece appena sotto la copertura è secco, quasi polvere, lo strato è troppo sottile o non è quello giusto.

Molti orticoltori aggiungono poi, sopra la pacciamatura, qualche rimedio naturale, tipo macerati d’aglio o di peperoncino. La protezione comincia prima, lì sotto, da un suolo più stabile e più sano.

Redazione Mister News

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