Hai presente quella sensazione di “ma com’è possibile, è una pianta praticamente indistruttibile”? Eppure succede: la Sansevieria resta ferma per mesi, oppure, peggio, inizia a diventare molle alla base e a emanare quel vago odore di terriccio “andato”. La verità è che quasi sempre non è sfortuna, è un gesto quotidiano, fatto in buona fede, che la mette in crisi.
L’errore banale che la rovina (anche se sembra innocuo)
L’errore numero uno è l’irrigazione eccessiva. Non parlo solo di “troppa acqua” in un singolo colpo, ma di umidità costante nel terriccio. La Sansevieria, essendo una succulenta, è progettata per resistere alla sete, non per vivere in un substrato sempre umido.
Quando il terriccio resta bagnato:
- le radici ricevono meno ossigeno
- aumentano funghi e batteri
- inizia il marciume radicale
- la pianta smette di crescere perché va in “modalità sopravvivenza”
È un po’ come tenere i piedi in una scarpa fradicia tutto il giorno, prima o poi qualcosa cede.
Perché succede anche con annaffiature “moderate”
Qui arriva la parte sorprendente: puoi anche innaffiare “poco”, ma se lo fai troppo spesso, o se il vaso e il terriccio trattengono acqua, l’effetto è lo stesso. Le cause più comuni si incastrano tra loro:
- Annaffiature frequenti: in estate solo quando il terriccio è asciutto anche in profondità, in inverno molto meno (spesso basta ogni 1-2 settimane, a volte anche di più se la casa è fresca).
- Terriccio non drenante: il classico universale compatto trattiene acqua come una spugna.
- Vaso inadatto: senza fori, oppure troppo grande (più terra = più acqua trattenuta = asciugatura lenta).
- Sottovaso pieno: ristagno costante, la radice “beve” anche quando non dovrebbe.
- Luce insufficiente: se la pianta riceve poca luce, consuma meno acqua, quindi il substrato resta bagnato più a lungo.
Se vuoi una parola chiave che spiega tutto, è ristagno.
I segnali: come capisci se è marciume o stallo
La Sansevieria è “silenziosa”, ma lascia indizi chiari. Tieni d’occhio questi sintomi:
- foglie molli o piegate, soprattutto alla base
- base scura, marroncina, a volte quasi traslucida
- macchie acquose
- odore sgradevole che sale dal vaso
- crescita ferma anche in primavera o estate
Se la estrai dal vaso e trovi radici scure, viscide, che si spezzano come pasta cotta, è quasi certamente marciume radicale (un caso tipico di marciume).
La cura d’emergenza (senza panico)
Quando il marciume è iniziato, il tempo conta. Ecco cosa fare, in modo pratico:
Estrai la pianta e controlla le radici
Scuoti via il terriccio. Con forbici sterilizzate taglia tutte le parti molli o nere, senza pietà.Rimuovi il terriccio “infetto”
Non riutilizzarlo. Spesso contiene spore e residui che riattivano il problema.Rinvasa in modo intelligente
Scegli un vaso pulito con fori di drenaggio, non enorme. Usa un mix più arioso, ad esempio terriccio per succulente con perlite o materiale drenante.Riparti con un ritmo nuovo
Dopo il rinvaso, aspetta un po’ prima di bagnare (soprattutto se hai tagliato radici), poi annaffia solo quando il substrato è asciutto bene. Mettila in luce indiretta media, niente freddo e niente correnti.
La regola semplice che ti salva (e la fa crescere)
Se dovessi lasciarti una sola abitudine: infilare un dito nel terriccio. Non la superficie, proprio un paio di centimetri. Se è asciutto, ok. Se è ancora fresco o umido, aspetta.
E se vuoi stimolare la crescita, fallo con calma: un concime bilanciato per succulente ogni 4-6 settimane in stagione vegetativa è più che sufficiente. Troppo fertilizzante, con terreno già umido, è come premere sull’acceleratore con il freno a mano tirato.
Alla fine la Sansevieria ti chiede una cosa sola: meno “amore” sotto forma di acqua, e più pazienza. Quando le dai asciutto, luce e drenaggio, smette di sopravvivere e ricomincia, finalmente, a crescere.




