Nuovo buono fruttifero in arrivo: ecco chi può richiederlo e quanto rende davvero

C’è un momento, ogni anno, in cui online spuntano titoli che sembrano promettere un nuovo investimento “sicuro”, con rendimenti facili e accesso semplice. Poi apri l’articolo e ti accorgi che… non era proprio quello. Questa volta la parola magica è “buono fruttifero”, ma la sostanza è un’altra: parliamo del Bonus Cultura 2026, un credito digitale per spese culturali, non un prodotto che fa maturare interessi.

Il “nuovo buono fruttifero” che non rende (ma può valere tantissimo)

Mettiamolo subito in chiaro, senza giri: il Bonus Cultura 2026 non genera interessi, non cresce nel tempo, non è un salvadanaio e non è un investimento. È un buono spesa digitale (usa e consuma), che se non lo utilizzi entro la scadenza, semplicemente si perde.

Però, e qui sta il punto interessante, può diventare un piccolo “acceleratore” di opportunità: libri in più, un corso che rimandi da mesi, un abbonamento a teatro, un biglietto per un concerto. Non rende in euro, rende in esperienze.

Due carte, fino a 1.000 euro: ecco chi può richiederle

Il Bonus Cultura 2026 è composto da due carte cumulabili, ciascuna da 500 euro, per un totale massimo di 1.000 euro.

Carta della Cultura Giovani (500 euro)

La può richiedere chi:

  • è residente in Italia
  • compie 18 anni nel 2026 (quindi, in pratica, nato nel 2008)
  • ha un ISEE inferiore a 35.000 euro

Carta del Merito (500 euro)

La può richiedere chi:

  • consegue la maturità con 100/100 o 100 e lode
  • entro i 19 anni
  • con ISEE inferiore a 35.000 euro

L’aspetto che spesso sfugge è che, se hai i requisiti per entrambe, le carte sono cumulabili. E qui sì che “quanto rende davvero” diventa concreto: fino a 1.000 euro da spendere in cultura.

Cosa puoi comprare (e cosa no)

Il bonus è spendibile presso esercenti aderenti per prodotti e attività culturali. In genere rientrano:

  • libri (anche scolastici, se previsti dalle regole dell’esercente)
  • musica e prodotti audio
  • cinema, teatro, concerti
  • musei, mostre, eventi culturali
  • corsi legati alla formazione culturale

L’idea è semplice: trasformare un credito digitale in un “carrello” di cultura, selezionato da te, entro una scadenza precisa.

Come si richiede: date e passaggi da non sbagliare

Qui conviene essere pratici, come quando prepari i documenti la sera prima di un viaggio, per non correre all’ultimo.

Finestra per la domanda: dal 31 gennaio al 30 giugno 2026.

Passaggi chiave:

  1. Aggiorna l’ISEE (se non è valido o è scaduto, rischi di bloccare tutto).
  2. Accedi alla piattaforma del Ministero della Cultura con identità digitale (SPID o CIE).
  3. Richiedi le carte e genera i voucher in base agli acquisti che vuoi fare.
  4. Spendi tutto entro il 31 dicembre 2026 (dopo, niente recupero e niente rimborso).

“Quanto rende davvero?” La risposta che nessuno scrive nel titolo

Rende zero in termini finanziari, perché non ci sono interessi, né rivalutazione, né capitale che cresce. Il valore è fisso: 500 o 1.000 euro, punto.

Se lo usi bene, però, “rende” in un altro modo: ti permette di convertire soldi pubblici in competenze e occasioni. In fondo è più vicino a un incentivo alla domanda culturale che a un prodotto finanziario, una piccola leva di welfare culturale (e qui torna utile capire cos’è davvero un welfare).

Dal 2027 cambia tutto: arriva il Bonus Valore Cultura

Dal 2027 è previsto un passaggio a un nuovo strumento, il Bonus Valore Cultura, con l’obiettivo di regole più universali (senza vincoli legati a ISEE o voto). La dotazione annunciata è di 180 milioni di euro annui, e i dettagli dovrebbero arrivare con un decreto entro novembre 2026.

E i veri Buoni Fruttiferi Postali, allora?

Qui nasce la confusione: alcuni titoli mescolano il bonus con i Buoni Fruttiferi Postali (BFP), che sono davvero strumenti di risparmio con interessi. Se ti interessa un investimento, la strada è quella, e va verificata al momento della sottoscrizione.

Tipo di BFPDurataRendimento lordo annuo indicativo
Dedicato ai minorifino ai 18 annifino al 5% a scadenza
3×4 o Premium 4 anni4-12 annifino al 3%
Ordinario20 annicirca 2,50%
Indicizzato10 anni0,60% fisso + inflazione
Breve termine6 mesi1,25%–1,50%

La bussola finale è semplice: per il Bonus Cultura, controlla il portale del Ministero della Cultura. Per i BFP, verifica le condizioni aggiornate su Poste Italiane. E quando un titolo promette “rendimenti”, chiediti sempre: è un investimento, o un credito da spendere?

Redazione Mister News

Redazione Mister News

Articoli: 20

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *