Perché il terreno puzza? Le cause più comuni e come rimediare

Annaffi il basilico sul davanzale, ti pieghi verso il vaso e all’improvviso senti un odore di uova marce. Di solito non viene dalla pianta, ma sale dal terreno, e spesso il motivo è che lì sotto circola poca aria.

Quando il terriccio rimane a lungo troppo bagnato, oppure si schiaccia diventando duro e pesante, l’ossigeno a disposizione di radici e microrganismi utili piano piano si riduce. In quello spazio finiscono per prevalere i batteri anaerobici, cioè quei microrganismi che stanno bene anche senza aria, e da lì iniziano a svilupparsi gli odori.

Da dove viene davvero quella puzza

Quasi sempre nasce tutto dal ristagno d’acqua. Capita nei vasi senza un vero sfogo, nei sottovasi dimenticati pieni, nei terrari inzuppati da troppa nebulizzazione e anche in giardino, dopo giornate di pioggia pesante. Il terreno rimane impregnato, le radici non riescono a respirare e comincia la decomposizione.

Un’altra cosa che succede spesso è il suolo compattato. Il terriccio, quando finisce per essere troppo pressato, oppure ormai vecchio e un po’ scarico, smette letteralmente di far passare aria. Dentro si prepara il terreno per muffe, marciumi e fermentazioni.

Poi ci sono muschio, muffa e residui organici. Foglie morte, radici ormai vecchie, pezzi di materiale che non hanno finito di decomporsi o uno strato che rimane sempre umido. Nei terrari bioattivi troppa nebulizzazione e poca microfauna, come collemboli o isopodi.

Il segnale che non va ignorato

Se oltre all’odore la pianta ha foglie che ingialliscono e non cresce quasi più, vale la pena dare un’occhiata alle radici. Il marciume radicale si riconosce spesso da radici scure, molli e un po’ viscide, invece che chiare e compatte. Di solito compare quando il terriccio resta troppo zuppo e poco arieggiato per parecchio tempo.

Un’occhiata veloce:

  • annusa il terriccio appena smosso in superficie
  • infila un dito nel substrato, più o meno 3 o 4 cm in profondità
  • guarda se il vaso ha davvero i fori liberi
  • nota se nel sottovaso l’acqua resta lì ferma per ore
  • fai caso a eventuali muffe bianche, patine verdognole o muschio che non se ne va

Come rimediare subito

  • Riduci le annaffiature, lasciando che il primo strato di terriccio si asciughi bene prima di tornare a bagnare
  • Migliora il drenaggio, mescolando al terriccio un po’ di perlite, sabbia grossolana o argilla espansa
  • Arieggia il terreno, smuovendo piano la superficie, quel tanto che basta per non intaccare le radici
  • Elimina muffa e residui morti, in particolare nei vasi più in ombra
  • Svuota il sottovaso ogni volta che finisci di annaffiare

Togli la pianta dal vaso, butta il terriccio, sciacqua le radici e taglia le parti marce con forbici ben pulite. Poi rinvasa in un terriccio fresco, ben maturo e che dreni senza trattenere troppa acqua.

Casi particolari: compost e terrari

Nel compost, gli odori sgradevoli spuntano spesso quando finisce dentro troppa roba verde e umida, tipo erba appena tagliata o bucce, e poca parte secca e “marrone”, come foglie secche o pezzi di cartone non stampato. Se il cumulo resta fermo lì senza essere rivoltato ogni tanto, l’aria non circola.

Nei terrari il fastidio arriva quasi sempre da troppa nebulizzazione, poca aria che gira o microfauna che non basta. Umidità alternata a momenti di asciutto e a un minimo di ricambio d’aria.

La prevenzione che funziona davvero

Chi ha le mani nella terra da una vita guarda poco il calendario e molto di più cosa succede nel vaso. Se il terriccio sa di terra “pulita” e non è inzuppato d’acqua, di solito vuol dire che sei sulla strada giusta.

In pratica funziona così: se il terreno puzza, non cercare di mascherare l’odore con fertilizzanti o prodotti vari, ma prova a capire da dove arriva il problema. Di solito c’entra troppa acqua, poca aria o materia organica che si sta decomponendo “storta”. Una volta sistemati drenaggio, umidità e ricambio d’aria, il terriccio di solito si rimette in sesto.

Redazione Mister News

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